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Delira Road
> Nell’isola di Lup > [Lup] , nella periferia della capitale, dove i palazzi e le case basse convivono, si stende una strada conosciuta con il nome di Delira Road.
Gli abitanti più anziani hanno visto la trasformazione della strada, cresciuta intorno a un solco – ormai quasi impercettibile – che correva per un paio di chilometri sul terreno incolto e accidentato. Il solco separava in origine la zona costruita, con i marciapiedi, i cartelli, i semafori e quella incolta, con la vegetazione brada e qualche capanno.
Si dice che il solco sia stato tracciato in origine da una banda di ragazzini e ragazzine per delimitare il campo di un gioco di gruppo che alcuni chiamavano Scalmanando.
Da una parte del campo – di qua dal solco – vigeva l’ordine, mentre l’altra parte era abbandonata al caos. Chi capitava in mezzo alle partite raccontava che – nella parte caotica – si assisteva a scene di delirio. 
Da lì l’abitudine, anche per chi non giocava, di andare oltre il solco per sfogarsi senza limiti. E da lì poi anche il nome della strada.
(megik)

Diòscuri > (Diòs Kouroi “ ragazzi di Zeus”), i gemelli Càstore e Pollùce, figli insieme con Elena, di Leda e Zeus (sotto le mentite spoglie di cigno). Nella mitografia vengono rappresentati come semidei benigni e accessibili ai mortali, le cui avventure, come la partecipazione alla spedizione degli Argonauti verso l’isola di Louponide > [Lup] attraverso il Mare Cuscinetto > [Mare Cuscinetto] per conquistare il mitico Verro d’oro (Esiodo 24-2), ne fanno i protettori degli amanti dell’avventura. Sotto l’aspetto di viaggiatori del cielo impersonanti la stella del mattino l’uno, e quella della sera l’altro, vengono invocati anche dai marinai e dai viandanti. Il loro carattere di divinità a cavallo di un confine, oltre che dal loro essere i cavalieri che traghettano il giorno nella notte e viceversa, è dato dal mito che ne canta l’immortalità a metà (Omero, Odiss. Libro XI; Teofrasto di Cnido, frag.13-7): essendo dei due gemelli uno, Castore, mortale e l’altro, Polluce, immortale, dietro preghiera di quest’ultimo perché anche al fratello fosse concessa l’immortalità, Zeus decretò che ambedue fossero alternativamente un giorno mortali sulla terra, e l’altro immortali sull’Olimpo. Sulla piazza principale della città di Lup > [Lup] dove hanno sede oggi i palazzi della Presidenza della Repubblica è posto un imponente gruppo statuario marmoreo, recuperato durante gli scavi archeologici della colonia greca di Elea Perifrastica, sulla costa meridionale di Lup, raffigurante i Dioscuri con i loro cavalli e il Verro d’oro (anche se qualche studioso dubita di questa identificazione e vi riconosce invece il Cinghiale Calidonio). Ultimamente le statue sono state oggetto di atti vandalici da parte di fanatici politici che mal sopportano che si possa essere contemporaneamente partecipi di nature diverse.
(Peter Bacon)