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Wafer Wide Web > Ambiente virtuale, dalla caratteristica struttura superficialmente a rete, poggiante su un sottostante alternarsi di strati di dati binari, che sfida i limiti e le barriere poste alla comunicazione con gli oggetti cosmologici all’interno dell’orizzonte degli eventi ( vedi > Fenomeni infrasottili). Il w.w.w . affronta la sfida per mezzo dei ponti di non ritorno > [Ponte di non ritorno], le cui caratteristiche di essere rigorosamente a senso unico, che dà loro il nome, unitamente alla casualità nel tempo e nella direzione vettoriale, vengono gestite e organizzate, ai fini del mantenimento della linearità dei flussi di dati, da due categorie di enti. La prima, esterna all’ambiente w.w.w. vero e proprio ma che ne costituisce il substrato, è l’hardware di computer quantistici friabili, costruiti con speciali chip costituiti da sottili strati di cioccolato di silicio alternati a solida pasta all’arseniuro di neodimio, materiali che danno forma al software e favoriscono con la loro friabilità il verificarsi di fenomeni di entanglement quantistico. La seconda è costituita da una serie di entità algoritmiche interne al w.w.w. , che ne costituiscono la struttura regolatrice, note come pontefici virtuali, la cui funzione è quella di favorire l’aprirsi e percepire il chiudersi dei ponti e coordinare le nuvole di dati in codice binario che li attraversano disordinatamente e casualmente, per disporle in modo ordinato e comprensibile sulla superficie a rete o sugli strati sottostanti del w.w.w..
(Peter Bacon)