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Zoo prospettico >  parco zoologico sperimentale realizzato sull’isola di Lup >  [Lup]. Lo Zoo prospettico, concretizzando la teoria del ribaltamento del punto di vista,  ha rappresentato una esperienza innovativa e visionaria; i visitatori venivano introdotti, in numero inversamente proporzionale al prezzo del biglietto acquistato, all’interno di una gabbia chiamata anche palizzata dell’alveare munita di infallibili sistemi di sicurezza antintrusione bidirezionali e collocata al centro di un giardino zoologico (Eden) abitato da animali selvaggi in completa libertà. Lo Z.p. ebbe immediatamente successo e una notevole affluenza di utenti entusiasti testimoniarono di aver avvertito, alla vista delle belve attraverso le sbarre della gabbia, una forte scossa ai neuroni specchio. Le osservazioni  sull’esperienza della “barriera inversa” da parte di eminenti antropologi  della Scuola liminale  >  [Liminale, Scuola]  iniziarono a produrre convegni e pubblicazioni scientifiche tese ad esplorare nuovi campi di applicazione.
La sperimentazione dello Z.p. venne però  interrotta bruscamente e il parco repentinamente smantellato dopo l’incidente verificatosi nel corso della visita ufficiale del Reggente di Lup, quando la fauna selvaggia fu sostituita da gruppi umani multirazziali. Provocato presumibilmente da una incursione/dimostrazione del gruppo politico YTREWQ > [YTREWQ], l’increscioso episodio venne trasmesso in mondovisione. Nonostante la successiva censura, si può ancora reperire sul  Wafer Wide Web >  [Wafer Wide Web un breve video in cui una ignara famigliola di Huli originari di Nuova Papua Guinea in abiti tradizionali, cerca di convincere il Reggente di Lup inferocito e chiuso nella gabbia, ad accettare una manciata di noccioline.
(Dobig)

Zoroastriana, lingua > Variante non ancora del tutto decifrata appartenente al raggruppamento delle lingue Ugro-finno-uralo-altaiche, parlata dagli Unni > [Unni] e dai lori cugini Xiung-Nu abitanti sul versante orientale dell’immensa steppa scitica. La sua caratteristica morfologica agglutinante ed interdentale (la lingua Z. era costituita infatti da fonemi emessi senza aprire la chiostra dei denti a causa del clima gelido e della propensione di quelle antiche popolazioni a cavalcare controvento), ne faceva una delle lingue più usate nei riti degli sciamani centroasiatici, che la preferivano in quanto ritenuta più adatta delle altre, per questo suo carattere mugolante, a superare la barriera tra il mondo degli uomini e quello degli spiriti. Il prolungato uso sacrale, caricando i fonemi di significati reconditi ,misterici e subliminali, fece si che questa lingua divenisse una di quelle più comunemente riscontrate nei fenomeni di Xenoglossia gemellare >[Xenoglossia gemellare]. Alcuni studiosi di linguistica comparata dell’Università di Lup > [Lup] hanno avanzato l’ipotesi, per altro piuttosto controversa, che la lingua originale, imposta dall’ artefice Dedalo, con cui veniva espresso il canto delle Sirene consonanti >[Sirene consonanti] fosse lo Zoroastriano.
(Peter Bacon)

ZTL (Zona Transitivi Liberi)  > Nell’isola di Lup > [Lup] sul bagnasciuga > [ Bagnasciuga] sconfinano la tragedia e la farsa. Il Coccodrillo mansueto > [Coccodrillo mansueto] e l’alloppo piumato > [Alloppo]  affannati nel loro fossato concentrico si dedicano al proprio habitat incruciverbale, distratti dal tempo libero delle vongole voraci.
Nel Wafer Wide Web > [Wafer Wide Web],  Mr. Mutt Duchamp si dedica ad esperimenti scientifici intrecciando fenomeni infrasottili  > [Fenomeni infrasottili] e mutamenti di stati quantistici. Proprio qui si insinua la Zona Transitivi Liberi, luogo libero, fatto di libertà e di formattaZione degli enunciati. Nelle coordinate tridimensionali, la Z si fa spazio fluttuante. L’enunciato passivo perde le sue vocali, mentre quello attivo, nell’intervallo di buffer > [Intervallo di buffer]  “sgrammatica” il suo contenuto in una epigrammatica liminale > [Epigrammatica liminale] . Z scoordina le proiezioni cartesiane, transizioni di stati liberi.  Punti di vista indisciplinati conducono BorgeZ nella linea d’ombra, non perdendo però l’orecchio della poesia che conserva nella ZTL.
No-trepassing è il Casello > [ Casello] tanto caro ad OrZon WelleZ che si agita sul ponte di non ritorno > [Ponte di non ritorno] tenendo stretta al cuore una ghirlanda: felicità sgarbata modulare. Nel tramonto porporinico nell’isola di Lup, la ZTL rappresenta Quel-paese > [Quel-paese],  una riserva empatica che apre a confini disordinati, plurali, dove i Diòscuri > [Dioscuri] si elevano al cielo come bolle di sapone, mentre cyborg desideranti come sirene consonanti vorticano dentro ad un intervallo residuale tra pulviscoli quantistici e neuroni specchio. La ZTL è il cuore antico e rifugio dove Pedro Pernil > [Pedro Pernil] “sversa” i suoi scritti intervallanti e distopici. La ZTL è la zona partoriente gemellare di una Xenoglossia, lingua “sconfinante”. Verbi transitivi oltrepassano i confini e l’orizzonte degli eventi. Sorveglianza daltonica nella ZTL dove si mescolano generi, soggetti ed oggetti per una libertà ecologica interstiziale. Hortus In-conclusus. > [Hortus In-conclusus]. Participio presente, futuro anteriore. ZTL zona verbale libera.
(Giorgio Cipolletta)